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Caso studio · VerumFlow

Validare un'idea di innovazione: da mesi a settimane per Roche Diagnostics

Un framework di intake per l'innovazione early-stage: canale di raccolta strutturato, motore di validazione sintetica e gate di governance, nato dal confronto diretto con gli stakeholder per qualificare un'idea prima che diventi un progetto.

Agorà

Snapshot

Cliente
Roche Diagnostics AG (gruppo Roche), divisione specifica coperta da NDA
Settore
Diagnostica in-vitro (IVD) / farmaceutico
Tipo di progetto
Tesi di Master in Innovation Management, sviluppata in azienda · dettagli sotto NDA
Soluzione
Framework di intake per l'innovazione early-stage: canale di raccolta strutturato, gate di scope obbligatorio, motore di validazione sintetica a tre fasi con gate di governance
Stato
Prototipo di ricerca (Agorà, 4 iterazioni) · 4 cicli di co-creazione conclusi tra aprile e luglio 2026 · tesi in consegna il 31 agosto 2026
mesi → settimane
Obiettivo di validazione
Da un ciclo di 6-12 mesi a poche settimane: traguardo dichiarato, non ancora dimostrato su scala
v1 → v4
Iterazioni dell'artefatto
4 cicli di co-creazione tra aprile e luglio 2026
7 su 8
Referenti coinvolti
Hanno partecipato ad almeno una valutazione, sulle 8 interviste esplorative di partenza

Il contesto

L'innovazione early-stage nelle grandi organizzazioni regolamentate

Roche Diagnostics opera in uno dei settori più regolati al mondo, la diagnostica in-vitro. In organizzazioni di questa scala, la letteratura sull'innovazione individua il momento più critico e meno strutturato dell'intero processo nel cosiddetto fuzzy front end: la fase che precede lo sviluppo vero e proprio, in cui si decide quali opportunità meritano di diventare progetti. È qui che si colloca il progetto: una tesi di Master in Innovation Management sviluppata in azienda, con dettagli specifici coperti da NDA.

La sfida

Richieste dall'alto, senza un processo per qualificarle

L'origine dei progetti di innovazione aveva un'unica via operativa: richieste calate dall'alto, in forma di mandati esplorativi senza perimetro definito, senza indicazione di mercato, di accesso ai dati, di chi avrebbe deciso. I team che le ricevevano non avevano né il mandato né gli strumenti per validarle autonomamente prima di iniziare a lavorarci. Un'analisi tematica di otto interviste esplorative con referenti interni ha fatto emergere un quadro preciso: nessun criterio esplicito di prioritizzazione, una base informativa spesso aneddotica, episodi ricorrenti di duplicazione tra team diversi che lavoravano sullo stesso problema senza saperlo.

L'obiettivo

Cambiare il momento in cui si valida, non lo strumento di valutazione

L'obiettivo non era costruire uno strumento di valutazione più sofisticato, ma invertire l'ordine delle operazioni: anziché validare un'idea dopo che qualcuno l'ha già proposta e difesa, strutturare, contestualizzare e sottoporre a un primo vaglio critico ogni richiesta prima che diventi un progetto. In questo modo anche la scelta di non procedere diventa un risultato legittimo e a basso costo, invece di un fallimento tardivo.

L'approccio

Costruire, validare, correggere: tre iterazioni tracciabili

Il lavoro segue il paradigma del Design Science Research: non la descrizione di un fenomeno esistente, ma la costruzione iterativa di un artefatto validato sul campo. Dopo l'analisi tematica delle otto interviste, la prima versione del framework (Agorà v1) è stata messa nelle mani reali degli utenti attraverso una survey integrata nella piattaforma, in dodici sezioni tematiche allineate alle fasi dell'applicazione.

Il passaggio decisivo è arrivato con un workshop di co-creazione in presenza: dal confronto diretto con i referenti coinvolti è emerso che le opportunità di innovazione arrivavano esclusivamente dall'alto, senza che i team avessero margine per proporne di proprie. Questa evidenza ha imposto una riprogettazione strutturale, con l'introduzione di un canale di intake top-down come porta d'ingresso primaria del sistema.

Come l'abbiamo costruito

Sei vincoli di progettazione, un'unica architettura

Sei vincoli di progettazione, derivati direttamente dall'analisi empirica, hanno guidato ogni scelta architetturale: ripetibilità su un numero arbitrario di progetti, allineamento ai passaggi critici del processo aziendale, human-in-the-loop come elemento costitutivo, gestione dei dati low-risk by design, co-progettazione con i team interni invece di una consegna a scatola chiusa, canale di intake top-down come unica porta d'ingresso.

Cosa è automatizzato e cosa resta umano: nel prototipo attuale l'analisi con AI è realizzata da euristiche deterministiche, con l'integrazione dei modelli linguistici predisposta ma non ancora attiva. Ogni gate, ogni deliberazione e la decisione finale restano affidati esclusivamente al giudizio umano: lo strumento valida in modo sintetico, non sostituisce la decisione. Il sistema opera solo su dati pubblici e output interni anonimizzati, senza alcun dato reale di pazienti, restando fuori dal perimetro alto rischio dell'EU AI Act.

I risultati

Un esito di processo, prima ancora che di numeri

Trattandosi di un prototipo di ricerca, l'esito principale è di capability e di metodo più che di numeri di produzione. Quattro cicli di survey, tra aprile e luglio 2026, hanno coinvolto sette degli otto referenti intervistati in almeno una valutazione, e ogni versione del framework è tracciabile al feedback raccolto sulla precedente.

Un primo dato è già osservabile, anche senza una misura formale di produzione: il passaggio dall'input grezzo a un'opportunità qualificata, con scope, mercati e decisori dichiarati, che nel processo precedente restava un vuoto non tracciato per settimane, avviene oggi in un'unica sessione strutturata.

Il campus Roche Diagnostics di Rotkreuz

La voce del cliente

Un processo strutturato in questo modo per arrivare a una soluzione è proprio qualcosa che ci servirebbe, vista l'eterogeneità delle persone nel dipartimento e la loro dislocazione fuori dagli uffici, che rende difficile creare sessioni di interazione in presenza.
Una stakeholder del dipartimento (in forma anonima)
Complimenti per lo sviluppo: è semplice da usare, e userei volentieri ogni giorno un'applicazione così per validare in modo sintetico le idee prima di portarle sul campo con gli stakeholder reali.
Una ricercatrice del team (in forma anonima)

Prossimo passo

Hai un processo lungo e rischioso per validare le tue idee?

Costruisco strumenti di questo tipo con VerumFlow. Se il problema ti suona familiare, scrivimi.

FLFrancesco Lossi